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In un contesto sociale ed economico difficile come quello attuale, penso sia utile soffermarsi su una buona notizia: la Piazza finanziaria ticinese è viva. Nonostante il pessimismo che da anni la perseguita, ha dimostrato in questo particolare momento di saper gestire l’emergenza. Le banche hanno continuato ad erogare crediti ed investire capitali, salvaguardando la tenuta economica del Paese, e la modernizzazione dei processi decisionali e gestionali delle sue aziende ha consentito il normale svolgimento, anche in remoto, di ogni attività, riducendo al minimo i disagi creati dalle diverse fasi di lockdown.

In attesa dei dati definitivi del 2020, che dovrebbero confermare una certa stabilità nei numeri, si può affermare che il Ticino non può e non deve fare a meno di sostenere e promuovere il proprio settore finanziario. Un ampio settore (banche, finanziarie, assicurazioni, fiduciari) che a livello cantonale rappresenta il 7% dell’occupazione con oltre 11.000 impieghi, 4.000 aziende ed il 10% del PIL. Nel bancario il gettito fiscale delle persone giuridiche è sì diminuito, e diversi posti di lavoro sono spariti, a causa però anche dei processi di digitalizzazione, di fusione e di ottimizzazione, oppure sono stati dirottati su settori affini, ma il gettito derivante dalle persone fisiche e dalle imposte in relazione alle transazioni finanziarie è ancora oggi tra i più importanti, senza considerare l’indotto. Non bisogna inoltre dimenticare che il settore genera anche export, erogando un servizio «prodotto» localmente (ad esempio la gestione patrimoniale) a clienti in parte residenti all’estero, che si affidano alle nostre capacità e competenze professionali. Dimostrazione di una comprovata e più che mai intatta competitività.

Le sfide del presente, e del futuro, per mantenere ancora più viva la Piazza ticinese si chiamano innovazione, formazione, competenze e concorrenzialità.

Sviluppare innovazione (ad esempio Fintech) ed attirare nuove competenze sono le basi di progresso del settore, così come la collaborazione con i centri universitari presenti sul territorio ed i professionisti locali ed internazionali. Un Cantone, il nostro, attraente, che possiede una vocazione per la ricerca e l’innovazione tecnologica, con una elevata sicurezza e una logistica vantaggiosa (tra Zurigo e Milano, al centro dell’Europa).

La concorrenza fiscale ed il quadro regolamentare sono gli ulteriori, e forse i più importanti, tasselli per il mantenimento del ruolo trainante della finanza del nostro Cantone e del Paese. Se da un lato abbiamo assistito alla fiscalizzazione dei capitali e ad una regolamentazione stringente, dall’altro l’accesso al mercato europeo, ed in particolare all’Italia, tanto promesso e null’altro che reciproco, non si è ancora concretizzato, con evidenti ripercussioni per il settore.

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