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Lugano, adagiata sulle rive del Ceresio, è ben conosciuta per la sua bellezza, la sua qualità di vita ed il clima mediterraneo, l’offerta culturale, la sua vocazione turistica, congressuale e ricreativa data da un territorio variegato ed attrattivo. Ma Lugano, che ben coniuga efficienza svizzera e creatività italiana, è nota anche per la sua consolidata piazza finanziaria nel cuore dell’Europa che, dal dopoguerra in poi, ha vissuto un costante sviluppo sino a divenire il terzo polo finanziario della Svizzera. Tale prerogativa non è stata intaccata nel corso degli anni nonostante i necessari adattamenti del modello di business imposti dalle crisi finanziarie vissute nel corso degli ultimi decenni, dalle procedure fiscali promosse in diversi paesi europei e dalla crescente digitalizzazione del settore finanziario e conseguenti diminuzioni di personale attivo. Ciò che sorprende in positivo è la capacità di adattamento che la piazza finanziaria ha saputo promuovere, riuscendo a mantenere pressoché costanti i volumi della clientela malgrado le oggettive difficoltà del settore che hanno posto in grave crisi altri comparti della nostra economia. Anche durante la pandemia tuttora in corso il settore finanziario ha saputo dar prova di flessibilità, pronto adattamento alle esigenze della clientela e capacità di lavorare sia in presenza come pure da remoto, grazie a competenze e sistemi informatici adeguati. Non è dunque un caso se la competitività della piazza finanziaria comprendente banche, studi fiduciari, legali, assicurativi e commerciali sia rimasta sostanzialmente inalterata grazie agli sforzi profusi ed alla grande esperienza maturata nel passato da molti istituti ed operatori attivi a livello internazionale.

Lugano, con la sua piazza finanziaria, è e vuole rimanere un player importante nel contesto della finanza svizzera ed internazionale ed in tal senso il dibattito tuttora in corso relativo all’ accesso al mercato della vicina penisola riveste un carattere di estrema importanza. In effetti le associazioni di categoria dei settori bancari, fiduciari e commerciali devono ulteriormente insistere sul fronte politico affinché si giunga finalmente alla possibilità di operare anche in Italia, e con la clientela italiana, su reciproche basi di corretta concorrenzialità e reciprocità. Non occorre ad ogni modo farsi soverchie illusioni, come si era già avuto modo di dire all’epoca degli accordi Rubik, di poter ottenere effettivi risultati concreti, ed è per questo motivo che la nostra piazza finanziaria deve continuare a mantenere e sviluppare la sua vocazione internazionale garantendo alla sua clientela un alto standard di qualità dei propri servizi finanziari tali da assicurare e conservare una costante attrattività.

Oltre alla Gestione patrimoniale classica, gli ultimi anni hanno visto Lugano protagonista di altri settori finanziari altrettanto importanti che hanno contribuito a rafforzare la sua attrattività. Tra questi il “commodity trading”, con in attivo oltre 90 aziende e 1500 addetti che contribuiscono in maniera importante all’economia locale e rappresentano un personale altamente qualificato che ruota attorno a competenze ben specifiche: spedizioni, trasporti, finanziamento delle operazioni, assicurazioni dei rischi e problematiche giuridiche. I fattori determinati di questo successo, tra gli altri, sono di sicuro la stabilità politica ed economia della Svizzera e la certezza del suo diritto, il plurilinguismo, la presenza di un sistema bancario tradizionalmente solido ed un sistema formativo di alta qualità grazie alla presenza dell’Università della Svizzera Italiana e della SUPSI.

Proprio lo sviluppo del polo Universitario, inteso sia come offerta di corsi sia di infrastrutture per i futuri laureati, dovrà essere un tema centrale per la politica locale, sfruttando il volano della formazione e della innovazione per attirare nuove start-up e creare nuovi posti di lavoro. Un carattere innovativo che fa già parte del DNA della regione grazie alla presenza storica dell’Istituto Dalle Molle specializzato nella Intelligenza artificiale. La collaborazione con importanti Istituti finanziari è già attiva da diversi anni ed il potenziale di crescita per l’intero settore Fintech è enorme. Le nuove realtà che vorranno aggregarsi sul territorio potranno sicuramente sfruttare utili sinergie e proficue cooperazioni.

Non da ultimo ricordiamo, tra i punti di forza della regione, la strategica posizione geografica sull’asse Zurigo-Milano e l’alta qualità e sicurezza della vita cittadina.

Il percorso che la Città dovrà seguire per i prossimi anni sarà dunque quello di mantenere una attrattività internazionale, sia a livello fiscale che di qualità dei servizi, di promuovere l’immagine nel mondo della sua piazza finanziaria e formativa, di preparare le basi economiche e legali per favorire nuovi insediamenti ed attirare famiglie di imprenditori che possano eleggere Lugano, ed il Ticino, come loro nuova dimora personale e professionale.

 

 di Massimo Antoni e Carlo Regondi

Pubblicato su Ticino Management, Aprile 2021

 

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