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(da: “Il mio comizio”, Corriere del Ticino)

I 3000 caratteri a mia disposizione non sono sufficienti a promuovere dettagliatamente la Lugano che vorrei, quella viva, dove descrivo i poli di attrazione, Sport, Cultura, Università, Finanza e Turismo, quali catalizzatori per la crescita della nostra città, dove mi immagino quartieri vivi e vivibili ed una imprenditorialità cosciente del suo importante ruolo sociale nel sostenere l’economia locale. Non voglio neanche promettervi che trasformerò tutto quello tocco in oro, potere che a vedere le campagne elettorali sembra magicamente appartenere a tutti noi candidati.

Lo spazio per raccontare le mie idee è in questo tempo purtroppo solo virtuale, a chi fosse sfuggito qualcosa invito a seguire il mio sito web (www.regondi.ch).

Vorrei invece utilizzare i caratteri rimasti per raccontare, a chi ancora non la conoscesse, una Lugano che ho vissuto in prima persona nel mio impegno sociale e che è nascosta ai più. Una Lugano che non è solo aperitivi, finanza e belle auto, ma quella di tante famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, e non soltanto per colpa del recente virus. Una Lugano divisa tra lo sfarzo delle vetrine del centro ed i palazzi popolari del ‘48 abbandonati a loro stessi, con uno spreco di patrimonio per la città ed una ghettizzazione per chi ci abita. Una Lugano che al 25 dicembre vede volontari e cittadini impegnati per la distribuzione di un pasto caldo ed un regalo di Natale a tante persone sole. Una società con dei giovani che hanno bisogno di essere ascoltati e guidati nella loro crescita personale. Una Lugano fatta di responsabilità sociale per la collettività, di centinaia di Associazioni e migliaia di singoli volontari il cui impegno sfugge a molte statistiche di impiego e calcolo del PIL.

Questa forma di volontariato si estende anche alla disponibilità a seguire i nostri ragazzi nelle attività sportive dei movimenti giovanili, nella partecipazione a supporto dei grandi eventi, nella produzione e diffusione di cultura. Per tutti loro i grazie non saranno mai abbastanza.

Viviamo in una società che spesso pensa solo a spostare o nascondere i problemi invece che risolverli, dove chi è “diverso” viene isolato invece che incluso e non viene considerato come un fondamentale tassello di una comunità composta da singoli individui, ciascuno con i propri talenti, le proprie forze e fragilità.

La politica a cui voglio appartenere è quella di una Lugano fatta di persone che possano valorizzare tutto questo patrimonio umano, una politica concreta che sappia trasformare l’impegno e la professionalità di ogni cittadino in opportunità ed occasioni di lavoro, che crei spazi intergenerazionali di aggregazione, che favorisca lo sviluppo e la crescita economica della città affinché possa tornare ad essere la locomotiva del Ticino.

Credo nella responsabilità civica e nell’impegno individuale a favore della propria comunità, e vorrei concretizzare queste idee con la mia candidatura alle prossime elezioni per il Consiglio Comunale.

Il 18 aprile scriviamo insieme il futuro di Lugano.

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